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mercoledì 2 febbraio 2011

Anima Gemella.....Sorelle e Fratelli

L'oscurità è il nostro habitat,noi , esseri SENSIBILI, sconosciuti e incomprensibili agli umani. Sfortunatamente passiamo gran parte della nostra vita in solitudine e isolamento, chiusi nella nostra anima, fino a quando non incontriamo altre anime simili a noi stessi. Tendiamo a legarci fra di noi e a rimanere un gruppo chiuso, come quelle specie animali in via di estinzione; siamo così complicati che è difficile anche per noi riconoscere un anima gemella quando la incontriamo. 
Troppe ferite, troppe delusioni.....ma nessuno mai spegne questa luce che sta in noi.
Le vere STELLE non si estinguono mai.....risorgeremo sempre, come L'araba fenice...Una Stella senza età, come un mito che non vuole spegnersi....per poi ardere sul rogo e quindi rinascere dalle sue stesse ceneri più Pura e più Bella. 
I più fortunati fra noi hanno formato piccoli gruppi che possono considerare la loro famiglia, ma la maggior parte vaga per lo spazio e per il tempo alla ricerca di sollievo. Ci aiuta molto scoprire che non siamo soli, che esiste qualcuno come noi al quale possiamo appoggiarci ed aprirci ; qualcuno da considerare come un fratello o una sorella.

martedì 1 febbraio 2011

L'amore più forte è quello capace di dimostrare la propria fragilità.


Paulo Coelho

L'empatia vale più dell'amore

Se ci fosse più empatia nel cuore di ogni essere umano il mondo sarebbe completamente diverso. Se le persone fossero empatiche l'una con l'altra non si ucciderebbero, non si aggredirebbero, non si farebbero del male. L'empatia è un sentimento pacifico, forse il più pacifico dei sentimenti. Più dell'amore. 


Non puoi fare del male a qualcuno se senti la sua anima, se percepisci il suo dolore, se conosci la sua vita. 


L'empatia si insegna. È un'educazione affettiva, un modo di guardare al mondo, di mettersi in corrispondenza con gli altri.
Ho dovuto imparare a non anteporre sempre i sentimenti degli altri ai miei bisogni.


L'empatia è un sentimento prezioso e purtroppo raro. Saper mettersi nei panni dell'altro...


(Geraldine Brooks)

"La vita di una schiava femmina," egli disse, "è una vita completamente dedicata all'amore."



"Sì, Master," sussurrò la ragazza.

"Ed è per simili donne," egli disse, "che gli uomini sono pronti a morire."
(Mercenaries of Gor, USA) 

Essere il tuo Signore non sara' ne' un gioco...

ne' un passatempo. Sara' renderti felice perche' esaudirai ogni mio desiderio. Sarà portarti alla tua devozione totale; saro' la tua guida per ogni tuo passo. 
Il luogo da solo, pur se perfetto, non e' nulla, ma il luogo dove sarai accolta e la mia presenza fanno esattamente quello che tu aneli.... Sono colui che hai sempre cercato e voluto incontrare, saro' il tuo educatore, colui che ti condurra' alla devozione totale, alla Consapevolezza e alla gioia di Appartenere .


(Tratto da Brividi BDSM)

Il Rapporto BDSM...Il pericolo degli " pseudomaster "

 Il Rapporto BDSM è il più profondo di tutti i rapporti di coppia e deve aspirare a racchiudere ogni aspetto della vita delle due persone che lo vivono.
Nel lungo percorso che questo deve avere ,all’interno del rapporto dovranno confluire tutte le emozioni,dal necessario e imprescindibile rispetto del Padrone per la slave all’altrettanto necessario senso di responsabilità del Master sulla sua slave.
E questo rapporto deve espandersi fino ad inglobare ogni cosa.
Chiaramente ciò sarà il frutto di un percorso che si potrà affrontare solo con l’impegno totale di entrambi,proiettato l’uno sull’altra.
L’apice di questo rapporto (non facile da conquistare ma non impossibile come molti credono) è una rapporto in cui la dominazione e l’appartenenza arrivino a fondersi perfettamente con la passione e il rispetto dell’uno verso l’altra reciprocamente.

(Tratto da Brividi BDSM)
Tutto ciò nella soddisfazione di vivere questo rapporto così stupendo che non può e non deve essere confuso con la banalità del rapporto che "pseudomaster" offrono ogni giorno mistificando un sentimento ( e una forma di rapporto ) che invece è qualcosa che travalica ogni altra.
Il consiglio per gli "pseudomaster che dovessero leggere questa è a essere onesti prima con sè stessi e non illudere persone che magari vivono davvero il loro essere con dubbi ed incertezze e hanno necessario ed effettivo bisogno di un Master vero e capace di farli esprimere e crescere.
Il consiglio per le slave o per le persone che comunque percepiscono l’attrazione verso il mondo dei rapporti di appartenenza e dominazione è a diffidare di quanti seri non sono ,e affidarsi alla guida di persone che sentano dentro l’essere che li porta ad essere non attori di una recita ma persone capaci di essere accanto e guidare altre persone.

Essere Slave


La slave ha il desiderio di essere usata, di subire passivamente qualcosa che nonostante le piaccia non avrebbe mai la sfrontatezza di fare nella sua vita quotidiana, ma allo stesso tempo potrebbe essere una donna dalle capacità dirigenziali e organizzative enormi.
Slave nel gioco ma non nella vita dunque.
Il dominante, Master o Mistress che sia, per assurdo potrebbe essere un semplice esecutore nella vita quotidiana, abituato ad eseguire ordini e a seguire tabelle prestabilite da organi superiori.
Io personalmente vivo la mia anima slave nel più normale dei modi. Non nascondo in alcun modo le mie passioni verso il sadomaso, ma non le esibisco.
Ho una vita quotidiana come tante. Lavoro, casa, famiglia… nulla di particolare e niente in più o meno delle altre donne della mia età.
La slave esce durante il gioco con il mio “Lui”, che nel gioco diventa il mio “Padrone”.
Mi piace appartenergli, portare il suo collare, fare quello che gli dona piacere… questo dona piacere anche a me.
Alcune volte trovo persone che mi confidano che giocano per amore.
Questo non è un gioco che si fa per amore. L’amore è il collare più forte di ogni altro, ma non fa si che una donna si trasformi in una slave. Quante frustate sopportate per amore portano alla fine dello stesso? Per amore si riuscirebbe a vedere giocare il proprio Lui con altre?
Non si fa per amore… si rischia di veder bruciati il proprio amore e il proprio io.
Quando si gioca si deve sentire dentro la voglia che cresce, il desiderio di continuare il gioco, la volontà di superare i limiti… non la rabbia di dover subire, sia pur per amore, umiliazioni e dolore.
Il masochista non è un malato, ma una persona che esprime in maniera diversa la propria sessualità, non la propria vita.
Non è slave una persona che subisce passivamente le angherie del proprio cap’ufficio. E’ solo una persona debole.
La slave non lo è, non potrebbe mai esserlo.
Non è debolezza quella che la porta a stare ai piedi del proprio Padrone, mentre lui usa un’altra slave. E’ la sicurezza di appartenergli altro ogni possibile modo. E’ l’eccitazione del momento che si vive. E’ la voglia di dare e ricevere piacere… e la consapevolezza che quello è solo un gioco.
Dopo il gioco il Padrone ridiventa l’amico, o il compagno, o l’amante…
Quale persona debole riuscirebbe a subire questo per più di una volta? Quale persona che non sia forte riuscirebbe a piegare il capo davanti a ordini che al momento paiono incomprensibili?
Ubbidire quindi non subire.
Persone che affermano che la slave debba essere praticamente svuotata di ogni personale spirito, volontà o desiderio… sbagliano, e talvolta sono pure in malafede.
Primo perché nel nostro gioco c’è la regola suprema del Sano, Sicuro e Consensuale, quindi niente può essere fatto, o fatto subire senza la volontà della controparte.
Secondo perché una slave è sempre una donna, e se dimentica di esserlo anche solo per un istante non sarà mai una slave.
Cosa vuol dire essere slave dunque…?
Al di là delle frasi poetiche che ti porterebbero a dire: “L’umile ancella del mio Padrone” oppure “Un vaso di creta nelle sue mani”…
Una slave è principalmente una donna, che ama giocare per dare e ricevere piacere in un ruolo subordinato, ma che è capace di amare, di volere e di vivere al di là del Sadomaso.
(Tratto da guida BDSM)