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venerdì 6 gennaio 2017

Appartenenza significa tu sei mia. Appartieni a me. Sei una mia proprietà

Nessun altro pensiero potrà sfiorare la tua mente che non sia il mio.
Nessun altra bocca potrà avvicinarsi alla tua che non sia la mia.
Nessun altro profumo, odore, o sapore che non siano i miei potranno farti impazzire ed estasiarti.
Nessun altre mani che non siano le mie potranno e sapranno sfiorare, toccare e percorrere s
apientemente la tua pelle.
Nessun altro potrà violare e godere della bellezza del tuo corpo che non sia io a farlo.
L'appartenenza non è fedeltà. La fedeltà deriva da obbligo, dovere, e convenzione, mentre l'appartenenza è una libera scelta derivante da una convergenza di mente, anima e corpo.
"Io ti appartengo", è la più bella dichiarazione e il piu' bel patto che due anime possono suggellare fra di loro.

Domenico Ragonesi









domenica 25 dicembre 2016

Buon Natale mio amato Dio Roberto byStella 24.12.2016

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lunedì 19 dicembre 2016

Complicità…due corpi che diventano uno solo.

Ad un tratto ci siamo incontrati, ci siamo scelti,
si è costruita da subito una sorta di intimità;
si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti,
pur essendo distanti.
Stiamo in sintonia mio amato Dio.
Sorrido ogni volta che prima che Lei mi scrive la domanda
Le ho già scritto la risposta.
Nei Suo silenzio col cuore cerco solo Lei mio amato Dio
e mio cuore mi parla di Lei Vita mia . 
bystella 19.12.2016 

domenica 18 dicembre 2016

Devozione

Devozione è un sentimento d'amore, di affetto, di premura e di ammirazione che la slave ha per il suo Master.
Con l'adorazione la schiava fa sentire a suo Padrone tutto l'amore che nutre per lui. byStella 18.12.2016



“ Ci manca la tua stella ”


Ho capito da subito mio amato Dio che Lei era il Master giusto per me.
Poi quando mi ha chiesto cosa ci mancava al Suo marchio e io ho detto:
“Non lo so mio adorato Padrone.” E Lei mi ha risposto…..
“ Ci manca la tua stella ” Ho avuto la conferma mio amato Dio.
Stiamo in simbiosi è questo è essenziale per me mio amato Dio.
byStella 17.12.2016 

mercoledì 14 dicembre 2016

Vivere la Vita

E poi vai dal medico e ti dice" Signora lei è in pericolo di vita"
Il cuore ti si stringe e rimani cosi….a bocca aperta e non ti esce una parola.
Non ho paura della morte perché fa parte della vita.
Tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Importante è vivere l'attimo presente.
Non ho paura della morte perché posso dire di me che ho vissuto la vita pienamente.
Non da spettatore ma da protagonista.

Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno,
Vivere la vita e inabissarmi nell'amore è il mio destino,
Vivere la vita è l'avventura più stupenda dell'amore,
Vivere la vita...e come una Stella lasciare dietro di se una scia di luce.
byStella 15.12.2016


"Tu non sei normale "

Sentirsi sempre dire "Tu non sei normale "
Non esiste una normalità assoluta:
“Essere normali” vuol dire essere adattati a un insieme di regole, abitudini o convenzioni.
Siamo stati educati a pensare che la normalità sia un bene assoluto, al punto che di fronte a un nostro pensiero “non normale”, pensiamo di aver sbagliato in qualcosa, addirittura di essere noi stessi sbagliati.
Invece nutrire dubbi, fare domande scomode e concepire pensieri anormali non sono sintomi di inadeguatezza, ma di conflitto -conflitto con il gruppo di cui, magari senza volerlo o saperlo, abbiamo accettato le regole di normalità- e poiché, come abbiamo visto, non esiste una normalità assoluta, di fronte a un malessere interiore non dovremmo chiederci solamente se c’è qualcosa di sbagliato in noi, ma se per caso non ci sia qualcosa di sbagliato nella normalità che abbiamo accettato come riferimento.
 
In altre parole, siamo noi ad andare contromano, o sono tutti gli altri? La risposta non è così scontata.
Invece critichiamo la normalità solo raramente. “Tutti gli altri sono o fanno così” ci diciamo, come se questo fosse un motivo sempre valido per fare altrettanto, dimenticando però che la storia non è mai stata fatta da chi ha seguito la folla lungo le strade normali. I cambiamenti sono sempre conseguenza di un ideale non comune, di un pensiero innovativo, di una persona folle che un giorno ha pensato di cambiare il mondo e -guarda un po’- ci è pure riuscito.
Non c’è cambiamento senza ribellione allo status quo, non c’è progresso senza una critica alla normalità.
Io la mia posizione l’ho trovata tanto tempo fa.
Rispetto a una società che reputo profondamente ingiusta, essere anormale è un dovere morale. Preferisco essere strano tra i normali, o normale tra gli strani, che crogiolarmi nel senso di appartenenza ad un mondo che ritengo sbagliato.
E quando mi diranno ancora: “tu non sei normale”, io risponderò:
( dal Web)